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Avatar: "Super Branduardi" By Praz!


« Risposta #80 il: 20 Marzo 2012, 19:34:02 »

Il più grande rammarico è che un'analisi così ben documentata (non solo fotograficamente! Wink ), che tra l'altro ritengo ben comprensibile anche per un "esterno", probabilmente non troverà la divulgazione che si merita (fino alle persone comuni), rimanendo confinata all'ambiente degli appassionati. Undecided
L'articolo sta spopolando anche tra i vari gruppi su Facebook dedicati alla linea, oltrechè sulle bacheche di varie persone. Smiley
Credo che se tutti ci impegnamo a condividere ed a divulgare quanto più possibile l'articolo, pian piano arriva anche a qualche "non addetto ai lavori". Da parte mia ho già condiviso su Facebook, sul Facebook del Trio, ed ho mandato una mail a tutti gli iscritti alla newsletter del sito del Trio. Non sarà gran che però ci si prova... Smiley
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FabioBascky su Flickr!
"E sono qua su una linea BCA..."
marco345
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« Risposta #81 il: 21 Marzo 2012, 12:03:05 »

Letto tutto d'un fiato, complimenti davvero un bell'articolo corredato da foto splendide  Cheesy
Andrebbe veramente pubblicizzato il più possibile.

Marco
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AndMart
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« Risposta #82 il: 21 Marzo 2012, 17:20:36 »

Non siamo ai livelli dei Praz-show, ma credo sia interessante:

http://www.ferrovie.it/forum/viewtopic.php?f=48&t=22012&start=135

PS: ovviamente "Alessandro" è "Alessandro Sasso", grande esperto di TPL, ferroviario e non.
« Ultima modifica: 21 Marzo 2012, 17:22:09 da AndMart » Loggato

Una volta escluso l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, non può essere che la verità. S.H.
FS81
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« Risposta #83 il: 21 Marzo 2012, 17:54:24 »

- se anche la linea fosse rimasta aperta molte di quelle foto sarebbero irripetibili a cominciare dagli impianti che sono stati semi-sradicati (pensa al bin d'incrocio di Pettorano, Rivisondoli, Palena e Cansano, ai segnali ad ala di Campo di Giove e tanta altra roba eliminata negli ultimi dieci anni

mi ero perso! Splendide in particolare le cartoline dalle stazioni, per i motivi sopra! Pettorano pomeridiana negli ultimi tempi di presenziamento e Sessano mai vista in assoluto!
Il merci è il merci, rimane uno degli sporadici top
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AndMart
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« Risposta #84 il: 22 Marzo 2012, 19:36:05 »

Non siamo ai livelli dei Praz-show, ma credo sia interessante:

http://http://www.ferrovie.it/forum/viewtopic.php?f=48&t=22012&start=135


Non so se state seguendo la cosa, ma si sta discutendo se la (scandalosa) costruzione della stazione unica FAS/RFI sia davvero una "cosa da ladri" oppure un "ineluttabile tragico scherzo del destino", forse in buona fede.
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GiorgioStagni
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« Risposta #85 il: 22 Marzo 2012, 22:09:33 »

Mi sono levato qualche sassolino con una risposta un po' piccante  Grin Grin
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AndMart
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« Risposta #86 il: 23 Marzo 2012, 00:39:10 »

Grandissimo!  Cheesy Cheesy Grin Grin

Ah... A proposito di sassi, sassolini e... sabbia: il cemento va impastato (quasi) sempre con la sabbia. Il problema che c'è stato in Abruzzo è che avevano impastato il cemento con la sabbia di mare (ricchissima di sale e fortemente igroscopica), fatto che ne ha comprosso la tenuta e la stabilità. In generale per ottenere un ottimo risultato occorre miscelare acqua, sabbia (della corretta pezzatura) e cemento nelle giuste proporzioni (senza abbondare troppo né col cemento sino a farlo diventare troppo "grasso" né con la sabbia impoverendolo).
Parola di chi ha passato buona parte delle estati della propria infanzia divertendosi ad impastare cemento per costruire "ecomostri" (più o meno in scala) nel giardino di casa, per la gioia dei miei nonni che se li ritrovavano nelle aiuole al posto delle calle o dei geranei. E siccome il cemento "buono" e la sabbia "buona" erano contingentati, le ho provate davvero tutte (Impregilo è una dilettante al confronto) per massimizzarne la resa... Cheesy Cheesy Grin Grin
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AndMart
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« Risposta #87 il: 26 Marzo 2012, 00:06:36 »

Visto che è venuto fuori lo riporto per intero anche qui... ci sono delle immagini molto calzanti, purtroppo...  Roll Eyes

Citato da: Seconda classe di Paolo Rumiz
Undicesimo giorno: Sulmona-Castel di Sangro-San Vito Marina

[..]Intanto, davanti allo stesso caffellatte, Marco Paolini vive una piccola crisi identitaria. Dopo il riconoscimento, non riesce ad abituarsi al suo vero nome. Si accorge che quel "740" gli stava addosso come un vestito su misura. Devo giurargli di continuare a chiamarlo così, promettergli che il gioco continua, che il treno resta una baleniera in cerca di Moby Dick. Gli dico che questo nostro viaggio transiberiano tra rami secchi e linee minori è un'operazione rivoluzionaria.  A caccia di un'Italia minore che scompare.
"Il locale per Campo di Giove, Roccaraso, Castel di Sangro, Isernia è in partenza al binario tre". E' il nostro treno, e la voce dell'annuncio ha un'eco particolarissima nella conca di Sulmona. Rivela la straordinaria dimensione acustica delle ferrovie. Gli annunci dei treni hanno un sapore speciale. Ricordo "Stanford is the next!", secco come una fucilata, fra Boston e New York. Il temporalesco "Hamburg Altona", alla stazione della Zoo di Berlino. O l'arrapante "Krpotkinskaja", nel grande metrò moscovita.

Il bello degli Appennini è che non senti altro rumore che il treno. Il nostro che va a Castel di Sangro la linea più alta d'Italia dopo il Brennero, 1260 metri - attraverso un silenzio così totale, così peruviano, che senti ogni cosa della sua vita interna. Le bielle, il motore, lo spiffero, le ruote, le sospensioni, il colpo tra le rotaie. Pare "Long train running" dei "Doobie Brothers", un metronomo lento e regolare come un aliante che ha preso la corrente ascensionale giusta.

Il macchinista lavora con le marce, spiega che in ferrovia è il contrario che in auto, quelle alte sono per la salita. Incontriamo paesi a forma di mandolino, stanno arroccati su promontori come prue di navi. Hanno murate, oblò e boccaporti. Il treno compie arcane circumnavigazioni, scava un mezzacosta ventoso, ti porta in quota fin dentro a un faggeto immenso, sotto la Maiella che strapiomba. Poi corre di nuovo sul velluto, fra prati e greggi, fin dentro la piana delle Cinquemiglia, chiusa dalla montagne, punto culminante del viaggio prima della lunga discesa verso la fornace del Sangro.

A Castel di Sangro si cambia. Caldo boia, cicale incazzate, sacchi pesanti. Il paese anzi città, per decreto di Carlo III di Borbone ha 5.000 abitanti e due stazioni distanti cinquanta metri. Una sta sulla Sulmona-Isernia, l'altra è il capolinea della Sangritana, che scende sull'Adriatico verso Ortona e Pescara. Ognuna ha la sua locanda, e sembrano due mondi distanti anni luce. Svizzera la prima, con ristorante, tovaglie linde e scaffali con vini d'annata. Profondo Sud la seconda, con utenti rumorosi, imbestialiti dall'afa.

Accendo la radiolina dopo dieci giorni di viaggio. E' sempre lo stesso bollettino. Temporali al Nord, sbarchi di clandestini a Otranto, industriali taglieggiati a Napoli, ville rapinate in Brianza, Berlusconi che resta pronto al sacrificio: la presidenza della Repubblica. Non potrebbe fregarcene di meno. Ci sentiamo stranieri in patria. O forse è il treno che ci ha fatto uscire dal tempo.

L'Adriatico è a soli 80 chilometri in linea d'aria, ma quello che ci porta laggiù è il treno più lento d'Italia. Praticamente un tram. Un "Tibb" serie 10, vecchia automotrice coperta di graffiti. La linea è del 1925, elettrificata, ma sgangherata e inverosimile, fatta con pochissimi ponti e poco ferro, i binari che serpeggiano tra la sterpaglia paurosamente deformati dalla vampa estiva.

Valle profonda, selvaggina, serpenti e fagiani sulla massicciata, paesi arroccati sul lato molisano e su quello abruzzese. I nomi dei luoghi parlano da soli. Taverna, Baronessa, Civitaluparella. Alla fermata di Taverna scende un uomo soltanto. Vive, dicono per scelta, in una casa senza luce, acqua e gas sulle colline. Scende a far la spesa una volta alla settimana, poi per sei giorni non si fa vedere. Quassù, la Sangritana vive solo per lui.

Tonfi, sferragliamenti. A Baronessa, un casello in mezzo al nulla e un bambino biondo fa ciao con la manina. La mamma dov'è? Fa il casellante. Ci dicono che i capistazione della Sangritana sono quasi tutti femmine. Personale molto speciale: due volte al giorno mollano i fornelli ed escono in ciabatte a controllare il passaggio. Tipe toste, da combattimento. Quella di Santa Maria, dicono, è la più simpatica. Quella di Crocetta la più precisa.

Capistazione? Per modo di dire. Come chiamarle, Dio buono, queste surreali creature senza paletta e senza divisa? "Badanti!" urla Paolini nel frastuono del treno. Le chiamano così, al Nord, le polacche e le ucraine che curano in casa i nostri vecchietti; le uniche immigrate tollerate da Bossi. Ma certo! Badanti! Quelle della Sangritana non stanno forse giorno e notte al capezzale di un grande invalido, il pubblico servizio? E non va forse la cosa pubblica italiana a un destino di subappalti, sottopagati e sottoqualificati, anticamera della liquidazione?

A Santa Maria ci fanno scendere. La linea è bloccata da una motrice guasta. Con perfida premura, soccorre i naufraghi una corriera sostitutiva, guidata da un autista azzimato e deodorato. E' la società sangritana stessa che fa le corse su gomma, aspettando il collasso finale della linea su ferro. Il trasloco è un'umiliazione, una resa. Si va felpati in una campagna ricca di vigne e capannoni, in un saliscendi da montagne russe. A bordo, un circo rumoroso di ragazzoni sui 15 anni, e discorsi del tipo: il tuo è più piccolo del mio.

Poi ci scodellano alla stazione di Lanciano, a 10 chilometri dal mare. Il treno arriverà appena tra un'ora e mezza; non finisce davvero mai. Al bar fraternizziamo con pensionati, balordi, e un cane Terranova sfiancato dal caldo. Poi scendiamo con curve spettacolose sul mare dei clandestini.

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Davide Vicenza
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« Risposta #88 il: 26 Marzo 2012, 10:00:12 »

Visto che è venuto fuori lo riporto per intero anche qui... ci sono delle immagini molto calzanti, purtroppo...  Roll Eyes

Bellissimo nella sua sincerità.

 Wink Azn
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valerio55
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Gone With Regret


« Risposta #89 il: 27 Marzo 2012, 21:50:26 »

Guardate un pò qui.....

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-03-27/stazione-nuova-treno-111731.shtml?uuid=AbEtbnEF

 Smiley Smiley Smiley Smiley Smiley

Grande Giorgio!
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valerio55
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